Udite uditelo! Eustachio dà ufficiale apertura al primo snodo del labirinto:

>> Labirintite ~ Malacarne <<

reciamalaDi cosa si tratta? Eccovi una succinta guida -vai a capire perché- entomologica:

 

L’idea è di inaugurare un esperimento per ribaltare gli equilibri tra chi ascolta e chi trasmette, aprendo il flusso radiofonico anche alla casualità, all’intervento imprevisto, ai rumori caotici della realtà. Chiunque può parlare nel microfono, con aiuti psicotropi o senza. E dall’altra parte del cielo, dal proprio computer, in ogni momento ci si può connettere, ascoltando suoni perlopiù incomprensibili, disturbati, non comunicativi, ma non per questo meno significativi: schincagliare di piatti, indistinto vocio, urla scomposte, silenzio.

Come sentirete, ogni suono è impanato da un ronzio piuttosto fastidioso. Le spiegazioni sono varie, scegliete voi la più turgida: non abbiamo (ancora) soldi per un microfono serio; è la cifra stilistica di Bartolomeo, a cui piacciono i suoni grezzi, sporchi, prodotti da apparecchiature figlie del recupero e di assemblaggi fai-da-te; è una sorta di invito ad uscire, e portare direttamente il tuo corpo alla sorgente del suono; il Malacarne è invaso da uno sciame di mosche.

Questa non è e non vuole essere una cimice. Tutt’alcontrario: l’idea nasce proprio in guisa di contorto sberleffo alla psicosi securitaria, che ha finito col farci impauriti perfino da noi stessi. Questo microfonetto è un piccolo tentativo per tornare ad abitare il rumore, l’ascolto, la voce, come un territorio vivo e aperto, sempre naturalmente con cautela: Bartolomeo non vuole invadere spazi privati, ed è per questo che abbiamo collocato il microfono in maniera che la sua presenza sia visibile (è dentro la pancia del manichino anvedi: ↓↓↓↓↓ per salvarsi dagli unni, ma è segnalato da un quadretto sul suo torace e da svariati adesivi sparsi per il locale) però anche isolata, in un punto di passaggio, per cui -anche grazie allo sciame di mosche di cui sopra- raccoglie giusto le voci nelle sue vicinanze, o le urla più stentoree, e intellige solo i discorsi di chi volontariamente vi si accosta e vi depone le proprie maledizioni.

Questo microfonetto non è che il primo del progetto LABIRINTITE: l’idea che ha dato avvio a Eustachio è proprio di costruire una ragnatela dinamica di punti d’ascolto e di trasmissione, che trafori qua e là il territorio, riconfigurando il rapporto con i suoni, con gli spazi, con la radiofonia stessa. A breve breve brevissimo ne apriremo altri due: uno ai Preti, che sarà attivo solo durante le jam session del martedì sera, e uno dentro una stalla di San Felice. Davvero.

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Ecco,
per ascoltare hai due modi:

  1. dal flusso stream di Eustachio, quando -tra un programma e l’altro- la linea va a Labirintite~Malacarne: stream.giss.tv:8000/radioeustachio.ogg
  2. direttamente dal flusso stream di Labirintite~Malacarne, dal martedì alla domenica dalle 18,30 alle 2: stream.giss.tv:8000/orecchiomala.ogg

Per utilizzare il microfono hai un modo:

  1. vai al manichino decollato (↓↓↓↓↓), abbarbicati al suo petto, e parla, rumoreggia, sussurra, respira.
  2. sgozza il tuo figlio più grasso e immolalo a un dio qualsiasi. Vedrai che storia.



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