Chi siamo

Tecnicamente, una breve storia.

Bartolomeo era un computer reduce del ’15-’18. Tra carezze e acrobazie, per poco più di un anno è stato uno streaming server che ospitava il flusso eustachio.ogg. Un flusso audio continuo occupato, di base, dalle frequenze che captava un microfono posto di fronte ai cessi del malacarne, il famoso parrucchiere di Veronetta. Il progettino era solo agli albori. Si chiamava Orecchio aperto. Chiunque poteva intervenire al microfono aperto e, all’occorrenza, il flusso veniva occupato da chi voleva fare un programma da casa propria, per poi tornare allo stato di partenza una volta terminata l’incursione.

Col tempo e per ovvie ragioni Radio Eustachio ad una certa ha scelto di appoggiarsi a Giss.tv, un collettivo che fornisce servizi di streaming server, potendo così dedicarsi interamente al proprio palinsesto e alle proprie trasmissioni. Rimaneva Orecchio aperto in streaming continuo e le incursioni erano garantite con la gestione di due canali di Giss.tv.

D’improvviso una mattina d’inverno Bartolomeo spirò. Streammammo i funerali con Basmati, un computer sopravvissuto agli anni più duri della resistenza alpina. Ci lasciò anch’egli qualche mese dopo. Infarto. Abbiamo imparato che prevenire è impossibile almeno quanto curare.

Il computer attuale s’è fatto solo gli ultimi anni della guerra fredda.

Con l’arrivo di Airtime s’è risolto il problema della programmazione dello streaming. Ora Radio Eustachio ha un palinsesto programmato che va ad incastonarsi, insieme alle intrusioni, sul flusso continuo di Labirintite – l’evoluzione di Orecchio Aperto. Nel frattempo sono nati programmi, si sono creati contenuti, contatti con altre radio, battendo percorsi che Bartolomeo -pace all’anima sua- neanche immaginava.